HEPTA.
HEPTA nasce dal recupero degli scarti di lavorazione del travertino di Tivoli, una pietra che da secoli accompagna la storia dell'architettura italiana. Una materia tradizionalmente legata alla dimensione monumentale viene reinterpretata alla scala domestica, attraverso un processo che ne conserva le caratteristiche originarie e ne esplora nuove possibilità espressive.
Il progetto prende forma dalla sovrapposizione di elementi ettagonali, ricavati da lastre di travertino di recupero e assemblati attraverso una struttura in acciaio cromato. La ripetizione di una geometria essenziale definisce un volume dal carattere scultoreo, nel quale la massa della pietra viene progressivamente alleggerita dalla presenza della luce.
La collezione si articola in due configurazioni, HEPTA [FRAME], a sviluppo verticale, e HEPTA [H], a sviluppo orizzontale. Due interpretazioni dello stesso principio compositivo, nelle quali il diverso orientamento degli elementi modifica il rapporto tra proporzioni, materia e diffusione luminosa.
Dalla cava di Tivoli, dove la pietra viene estratta e lavorata, fino a Milano, dove il progetto prende forma definitiva, HEPTA racconta anche l'incontro tra territori e sensibilità differenti, mantenendo un legame con la tradizione manifatturiera italiana.
Il recupero di una materia altrimenti destinata allo scarto diventa così l'occasione per attribuirle una nuova funzione, senza cancellarne la storia. Il travertino abbandona la scala dell'architettura per entrare nella quotidianità, conservando il proprio carattere e trovando nella luce una nuova dimensione.
Gli intervalli tra i singoli elementi diventano parte integrante della composizione, consentendo alla luce di attraversare il volume e restituire una percezione mutevole dell'oggetto. La successione dei piani, le ombre e le superfici illuminate costruiscono un rapporto tra pieni e vuoti che cambia a seconda del punto di osservazione.
Il rigore della geometria si confronta con la naturale irregolarità del travertino. Le porosità, le cavità e le variazioni cromatiche, testimonianza del processo geologico di formazione della pietra, non vengono nascoste o corrette, ma contribuiscono a definire l'identità di ogni singolo esemplare. La ripetibilità del disegno convive così con l'unicità della materia, rendendo ogni HEPTA differente dalle altre.