PARCO CAVE

Il progetto prevede il riuso di una cava dismessa e trasforma l’obbligatorio intervento di ritombamento in un’occasione di rifunzionalizzazione territoriale.
Un’ampia ferita nel paesaggio, profonda fino a 30 metri, viene reinterpretata come spazio pubblico, capace di restituire valore ambientale e sociale al contesto e di rimettere in relazione attività estrattiva, paesaggio e collettività.

Il sistema progettuale si articola su più livelli altimetrici, direttamente derivati dalla conformazione della cava: un primo livello alla quota strada, un livello intermedio in corrispondenza dei banchi di travertino esistenti e un livello più profondo, coincidente con la quota dell’acqua di falda. Il dislivello tra ciascun piano è di circa 7 metri e definisce una sequenza di terrazzamenti che organizzano gli spazi del parco e ne rendono possibile la fruizione.

La realizzazione dei terrazzamenti avviene attraverso il movimento del terreno con i mezzi normalmente utilizzati durante le fasi estrattive: una scelta che consente la realizzazione dei terrazzamenti a costi contenuti per il privato, senza introdurre processi estranei alla logica operativa del sito. Materiali, forme e tecnologie, infatti, reinterpretano il linguaggio industriale della cava, trasformandolo in elemento identitario del progetto.

Durante la fase estrattiva l’acqua di falda viene intercettata e pompata all’esterno per consentire le lavorazioni. Il progetto ribalta questa condizione, prevedendo la riemersione dell’acqua fino alla naturale quota di falda, riempiendo, dunque, la vasca centrale.

All’interno della cava viene individuata una sorgente di acqua sulfurea, collocata alla quota del terrazzamento più basso. Questo ambito viene rifunzionalizzato come spazio termale ludico, aperto al pubblico, previo adeguati trattamenti tecnici che ne garantiscano sicurezza e fruibilità.

Il parco è attraversato da una rete di percorsi che ricalca i terrapieni di cambio quota – modellati con una geometria che rimanda a quella di una cava in attività – organizzati in circuiti e connessi trasversalmente.

Al centro della vasca principale, tramite il riporto di terreno, prende forma un’isola piantumata con alberature di diverse altezze ed essenze. Al suo interno è ricavato uno spazio contemplativo, raggiungibile esclusivamente attraverso un percorso lineare che parte da una delle spiagge del livello più basso, rafforzando il carattere introverso e meditativo di questo luogo.

I terrapieni sono realizzati mediante gabbioni metallici riempiti con inerti di travertino di scarto, reinterpretando il sistema comunemente utilizzato in cava per la realizzazione delle pareti dei terrapieni, tradizionalmente ottenute mediante l’impiego di blocchi non idonei alla commercializzazione.
Le pavimentazioni dei percorsi e degli spazi di sosta sono in terra compattata con inerti di travertino di scarto annegati, una soluzione che garantisce la permeabilità del suolo.
L’impiego di questi materiali consente il riuso di elementi derivanti dalle lavorazioni estrattive, appartenenti allo stesso contesto, in un’ottica di sostenibilità e di continuità paesaggistica.

Indietro
Indietro

Scala FV.93